|
Sera del 28 Maggio: arrivano gli OFM a Punta Raisi, sono in 14, Fierottolo e Mohammed li vanno a recuperare all’aeroporto col pulmino; nella notte sono ad Agrigento, si lasciano le bici sul furgone e trovano rifugio al B&B Maredentro. La mattina, sul Lungomare Falcone Borsellino di San Leone, è un tappeto di bici, componenti, accessori, borse: gli OFM sono impegnati nel ricomporre i loro strumenti. 
Strumenti che mi lasciano perplesso: Specy FSR del 90, Decathlon v brake, Gary Fisher da museo… ma questi qua dove devono andare?!? Come volevasi dimostrare, la Specy vintage di Umberto collassa non appena si mette in sella!!! Inizio a temere un calvario di rotture, strappi, riparazioni: sti vecchietti… Non passano neanche 10 chilometri che dopo un lungo strappo in salita crollo sull’ingresso de”Le Cuspidi”: gli OFM mi stanno dando solo un primo saggio delle loro capacità atletiche..! Che le bici forse sono solo una copertura??? La temperatura è fresca, ed in quota, dopo 800 metri di ascesa, inizia pure a piovere..! 
I primi OFM sono in albergo alle 16, io arrivo un paio di ore dopo..! Insomma, avrei dovuto fare da guida agli Only 4 Man, e invece loro per poco non mi soccorrevano per crisi ipoglicemica!!! Il fatto delle bici è emblematico: quello che conta non è l’attrezzo, puoi avere un ferro vecchio sotto il culo, ma quello che conta è lo spirito con cui fai le cose; poco importa se il ferro vale 10 o 1000, se hai l’ultimo componente di grido o le gomme da 2,10 60a e l’angolo di sterzo di 70° con scappellamento a destra… se ci sono le gambe e/o la testa si sale e si scende comunque. Così va la vita! L’indomani è una tappa di trasferimento, solo 45 Km che ci portano nella Valle del Sosio: la sera ci arrangiamo nelle camerate di Sant’Adriano, un casale antico ristrutturato e adibito a centro visitatori immerso in un immenso bosco di centinaia di ettari al centro della Sicilia. La serata scorre splendida e la cena a base di prodotti tradizionali locali e vino prossimo allo cherry che Vito e Angela (i locals) ci elargiscono mettono in moto la comitiva per esplorare il bosco la notte, chi invece alle prime luci dell’alba… anche perché nella camerata i solisti si esibiscono in un concerto di “kraut rock” (Zappa meet Stockhausen!!!)!  Si iniziano a conoscere meglio gli OFM, bella gente, sono stati un po dovunque con le loro imprese: Circolo Polare Artico, Canada, Marocco, tutte avventure estreme. Tutti da Milano, Como e dintorni, tranne Jerome, lo svizzero con mamma napoletana e Jorge il crucco: da 20 anni in Italia, sgrammaticato, ma so che finge: dopo che mi ha raccontato un paio di sue avventure (mitica quella del furto delle rane…) sono sicuro che ha parenti calabresi… E’ così ribattezziamo la nostra prossima meta Alpe C®ucco, l’agriturismo in cima al Bosco della Ficuzza, la zona residenza estiva di Federico II di Svevia.
Quei sette, otto vanno sparati, non ci si può stare dietro, non mi resta che fare da carro scopa… Anche qui arriviamo a destinazione ben in anticipo sulla tabella di marcia; il caldo agostano rallenta e di molto le capacità atletiche e mentali; questa versione “al fresco” ci ha dato un’altra prospettiva sia dei tempi che degli scenari: laddove in agosto una salita la percorriamo in 3 ore, qui si fa in 1 ora! Laddove troviamo scenari desertici e lunari con il giallo e il nero a dominare, i colori oggi sono verdi, gialli, rossi, azzurri, viola.. tutto più tenue, ripassato a pastello piuttosto che al carboncino.
La mia C2C Only For Man in sella, finisce qui, la sera ad Alpe Crucco con un paio di boccali di vino riusciamo a tirare giù i residui delle nostre maschere, e tra le recite di Raffaele e i racconti di Paolo, di Andrea, Marco & C. ci facciamo delle sanissime risate. Sono tornato poi a prenderli a Scopello per accompagnarli all’aeroporto di Palermo. Nel mio personalissimo archivio ci vanno lo scollinamento di Portella vento di Umberto sostenuto dal coro “lalla là Diego Milito lalla là” che ha cancellato ogni sua residua energia bianconera; il bagno ignudi nella vasca di acqua ghiacciata del Pilu Tauru; la prima vera esperienza in mtb di Jerome; le scarpine shakeasperiane di Raffaele. L’aver conosciuto una banda di sani vecchiardi sbarellati!
|